Il guasto tecnico
Disco che cede, alimentatore che brucia la scheda, server che non riparte. È lo scenario più frequente e il più semplice da coprire: basta una seconda copia locale sul NAS.
Regola 3-2-1 · Copia scollegata · Ripristino provato
Un disco si rompe, un portatile viene rubato, un ransomware cifra la cartella condivisa: sono tre cose diverse con la stessa conseguenza. Progettiamo il backup in modo che nessuna delle tre ti costi più di qualche ora di lavoro, e ogni tanto proviamo davvero a rimettere in piedi i dati per essere sicuri che funzioni.

Le tre perdite di dati
Tre scenari diversi che richiedono tre difese diverse. Un backup che ne copre solo uno non è un backup.
Disco che cede, alimentatore che brucia la scheda, server che non riparte. È lo scenario più frequente e il più semplice da coprire: basta una seconda copia locale sul NAS.
Ransomware che cifra tutto ciò che raggiunge, comprese le cartelle di rete e i dischi esterni collegati. Qui serve una copia che il computer infetto non possa modificare.
Se il danno riguarda i locali, tutto ciò che sta in ufficio sparisce insieme. È il motivo per cui una copia deve stare fisicamente altrove, in cloud o in un'altra sede.
Il NAS
Il NAS è un piccolo server di archiviazione con dischi ridondati, collegato alla rete dell'ufficio. Nasce come deposito del backup, ma nella pratica risolve altri tre problemi che ogni azienda ha.
Installiamo NAS Synology e QNAP con dischi certificati per il funzionamento continuo, configurati con utenti, permessi, istantanee e notifiche via email quando qualcosa non va. La differenza fra un NAS che protegge e un NAS che dà una falsa sicurezza sta tutta in questa configurazione.

Come lo impostiamo
Non esiste un impianto uguale per tutti: dipende da quante ore di lavoro puoi permetterti di perdere e da quanto in fretta devi ripartire. Questi sono i cinque passaggi che facciamo sempre.
Non solo i documenti: il database del gestionale, le caselle di posta, le configurazioni del server, i file dei progetti. Quello che nessuno mette in lista è quello che manca il giorno del ripristino.
Quante ore di dati puoi perdere e in quante ore devi essere di nuovo operativo. Da queste due risposte discende tutto il resto dell'impianto, compreso il costo.
È quella che usi nel 90% dei casi reali: file cancellato, cartella sovrascritta, disco rotto. Con le istantanee si recupera in minuti, senza fermare nessuno.
Verso cloud o verso una seconda sede, con cifratura prima della partenza. È la copia che ti salva da incendio, furto e allagamento — e nessuno se ne ricorda finché non serve.
Controllo mensile degli esiti e prova periodica di rimessa in funzione. È la parte che quasi nessuno fa, ed è l'unica che trasforma una speranza in una garanzia.
Domande frequenti
Vuol dire tenere tre copie dei dati, su due supporti diversi, con una copia fuori sede. Sembra pedanteria, ma copre i tre modi in cui si perdono davvero gli archivi: il guasto del singolo disco (serve la seconda copia), l'errore che colpisce tutto il sistema o un ransomware (serve il supporto diverso e scollegato) e l'incendio o il furto in ufficio (serve la copia fuori sede). Un backup che ne rispetta solo una parte è quello che fallisce proprio nel caso peggiore.
No, e questo è l'equivoco che ci costa più chiamate. Il RAID protegge dalla rottura di un disco: il NAS continua a funzionare mentre si sostituisce quello guasto. Ma se cancelli una cartella per sbaglio, il RAID la cancella su tutti i dischi contemporaneamente; se un ransomware cifra la condivisione, la cifra ovunque. Il RAID è continuità di servizio, il backup è un'altra cosa e serve comunque.
Per un ufficio di cinque-dieci persone un NAS a due o quattro alloggiamenti con dischi adatti al funzionamento continuo sta indicativamente fra 700 e 1.800 €, installazione e configurazione comprese. La copia cloud fuori sede si paga a spazio occupato, in genere fra 5 e 20 € al mese ogni 500 GB. Il paragone giusto non è con il costo dei dischi, ma con quanto costa una settimana di lavoro perso e i clienti a cui devi spiegare che i loro documenti non ci sono più.
La domanda vera è: quante ore di lavoro sei disposto a rifare? Se la risposta è «una giornata», basta una copia notturna. Se è «un'ora», serve una copia continua o comunque più volte al giorno. Per la maggior parte degli studi e delle piccole aziende impostiamo una copia notturna sul NAS più una copia cloud, e per i gestionali aggiungiamo un salvataggio del database a metà giornata.
Solo se il ransomware non riesce a raggiungerlo. Un disco esterno sempre collegato o una cartella di rete accessibile dal PC infetto vengono cifrati insieme a tutto il resto: succede regolarmente. Per questo configuriamo copie con istantanee immutabili sul NAS, una destinazione cloud che l'utente non può cancellare e almeno un supporto che resta fisicamente scollegato. È quello che fa la differenza fra un fermo di due ore e la chiusura dell'attività.
Provando a ripristinare. È l'unica risposta seria. Nei nostri contratti eseguiamo una prova periodica: prendiamo un file o una macchina virtuale a caso, la rimettiamo in piedi e misuriamo quanto tempo ci vuole. Ti sorprenderebbe sapere quanti backup «funzionanti» da anni si scoprono inutilizzabili la prima volta che qualcuno prova a usarli sul serio.
Testimonianze
Il server è morto di martedì. Con il NAS e la copia in cloud che ci avevano impostato eravamo di nuovo operativi nel pomeriggio, con i dati della sera prima. Prima di allora pensavo che il RAID bastasse.
Ci hanno mostrato la prova di ripristino con i nostri file veri, non a parole. È stata la prima volta in dieci anni che qualcuno ci ha fatto vedere che il backup funzionava.
Un dipendente ha cancellato per sbaglio la cartella delle schede tecniche. Recuperata dalle istantanee del NAS in dieci minuti, senza chiamare nessuno in emergenza.
Continua da qui
Facciamo una verifica gratuita: guardiamo dove finiscono i dati oggi, se qualcuno controlla gli esiti e se esiste una copia che un ransomware non può toccare. In un'ora sai a che punto sei davvero.
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