Ispezione del traffico
Non guarda solo da dove arriva un pacchetto, ma che cosa contiene: antivirus perimetrale, prevenzione delle intrusioni e blocco dei domini malevoli noti.
UTM · VPN · Filtro contenuti · Log conservati
Il modem dell'operatore non è un firewall: lascia passare quasi tutto e non tiene traccia di nulla. Installiamo e gestiamo firewall veri, con regole scritte sulle tue esigenze, VPN per chi lavora da fuori e log che restano disponibili quando serve capire che cosa è successo.

Che cosa fa davvero
Sei funzioni che si vedono solo quando servono, e allora si vedono benissimo.
Non guarda solo da dove arriva un pacchetto, ma che cosa contiene: antivirus perimetrale, prevenzione delle intrusioni e blocco dei domini malevoli noti.
Accesso cifrato alla rete aziendale con credenziali personali e secondo fattore, al posto del desktop remoto esposto su internet.
Uffici, ospiti, telecamere e macchinari su reti separate che non si vedono fra loro. Un dispositivo compromesso resta un problema circoscritto.
Blocco per categorie e fasce orarie, con l'effetto collaterale più utile: i domini di phishing e di distribuzione malware non si aprono nemmeno.
Quando bisogna capire che cosa è successo e quando, servono registri leggibili e conservati. Senza log, ogni incidente resta un'ipotesi.
Tunnel cifrati permanenti fra la sede principale e le filiali: stesse cartelle, stesso gestionale, stesso centralino, senza linee dedicate costose.
Come lo impostiamo
Il timore più diffuso è giusto: un firewall configurato con la mano pesante blocca il gestionale, la posta e il terminale della banca, e a quel punto qualcuno chiede di «aprire tutto». Per evitarlo lavoriamo sempre in due fasi.
Nella prima osserviamo: mettiamo l'apparato in ascolto e registriamo il traffico reale dell'azienda per qualche giorno. Emerge sempre qualcosa che nessuno aveva dichiarato — un servizio cloud, un collegamento al commercialista, un macchinario che chiama casa.
Nella seconda scriviamo le regole su quel traffico, non su un modello teorico. Poi le attiviamo in orario concordato, restando a disposizione nelle prime ore, che è quando emergono i casi particolari.

Domande frequenti
Sì, perché fanno due lavori diversi. L'antivirus difende la singola macchina da ciò che è già arrivato al suo interno; il firewall decide che cosa può entrare e uscire dalla rete, e blocca il traffico prima che arrivi alle postazioni. Sono complementari: il firewall ferma la connessione verso un server malevolo anche quando il computer è già stato infettato, ed è spesso l'unico modo per accorgersene. Sulle postazioni serve comunque un antivirus gestito con console centrale.
No. Il router dell'operatore fa NAT — che ferma le connessioni non richieste dall'esterno — e poco altro: nessuna ispezione del traffico, nessun filtro dei contenuti, nessun log utilizzabile, aggiornamenti rari e credenziali spesso di fabbrica. È adeguato a una casa. In azienda, dove passano fatture elettroniche, dati dei clienti e accessi da remoto, la differenza si vede il giorno in cui bisogna ricostruire che cosa è successo e non c'è nessuna traccia da leggere.
Per un ufficio fino a venti postazioni un firewall UTM adeguato con il primo anno di licenze costa indicativamente fra 700 e 1.800 €, installazione e configurazione comprese. Le licenze annuali dei servizi di sicurezza vanno rinnovate: senza licenza attiva l'apparato continua a filtrare, ma smette di riconoscere le minacce nuove. Per le realtà più grandi o con più sedi da collegare il dimensionamento si fa sulla banda e sul numero di tunnel VPN.
La VPN crea un tunnel cifrato fra il computer di chi lavora da fuori e la rete dell'ufficio: da quel momento quel portatile è, a tutti gli effetti, dentro la rete aziendale e può usare gestionale, cartelle condivise e stampanti. La configuriamo con credenziali personali per ogni utente e autenticazione a due fattori, così un portatile smarrito non diventa una porta aperta. È molto più sicuro dell'alternativa che troviamo spesso: il desktop remoto pubblicato direttamente su internet, che è il primo bersaglio degli attacchi automatici.
Sì, con il filtro dei contenuti si scelgono le categorie da bloccare e le fasce orarie in cui applicarle. Il beneficio più concreto però non è disciplinare: è che le stesse regole fermano i domini usati per la diffusione di malware e le pagine di phishing, che sono la porta d'ingresso della maggior parte dei ransomware. Ricorda che il controllo dell'attività dei dipendenti ha limiti precisi nello Statuto dei lavoratori: la configurazione va impostata sulle categorie, non sulla persona.
Perché un telefono infetto di un visitatore, collegato alla stessa rete del server, può raggiungerlo. Con la segmentazione la rete ospiti ha accesso solo a internet, mai alle cartelle condivise, alle casse o alle telecamere. Stesso ragionamento per i dispositivi di produzione e per le telecamere della videosorveglianza: vanno su una rete loro. La progettiamo insieme agli access point Wi-Fi, perché le due cose si decidono insieme.
Testimonianze
Avevamo il desktop remoto aperto su internet perché «così si lavora da casa». Ci hanno spiegato che cosa significava, montato il firewall con la VPN e ora entrano solo le persone autorizzate, con il doppio fattore.
Il valore l'ho capito il giorno in cui abbiamo dovuto ricostruire un incidente: i log c'erano tutti e in due ore avevamo la risposta. Prima non avremmo saputo nemmeno da dove partire.
Rete degli ospiti separata da quella della reception e del gestionale. Sembra una banalità, ma prima erano la stessa cosa e nessuno ce l'aveva mai detto.
Continua da qui
Facciamo un'analisi del perimetro: come siete esposti su internet oggi, quali porte sono aperte, chi accede da fuori e con quali credenziali. È un'ora di lavoro e spesso porta a galla cose che nessuno sapeva.
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Dicci quante postazioni avete, se qualcuno lavora da remoto, se ci sono più sedi da collegare e che connettività usate. Ti proponiamo l'apparato giusto e ti diciamo che cosa non serve.