Negozi e punti vendita
Copertura di casse, ingresso e zone cieche fra gli scaffali. Le immagini servono a chiarire ammanchi e contestazioni, oltre che a scoraggiare i furti.
Telecamere IP · Visione da smartphone · A norma GDPR
Un impianto vale quanto le immagini che riesce a dare il giorno del furto. Progettiamo la videosorveglianza partendo dai punti che contano — ingressi, casse, magazzini, piazzali — con telecamere risolute anche di notte, registrazione conservata nei termini di legge e cartellonistica in regola.

Dove installiamo
Ogni contesto ha un punto debole diverso: l'impianto giusto parte da lì, non dal catalogo delle telecamere.
Copertura di casse, ingresso e zone cieche fra gli scaffali. Le immagini servono a chiarire ammanchi e contestazioni, oltre che a scoraggiare i furti.
Varchi carrabili, aree di carico, perimetro esterno. Qui contano la visione notturna vera e le telecamere che distinguono una persona da un ramo che si muove.
Ingressi e locali con documenti o valori. Riprese limitate a ciò che serve, con le zone di lavoro dei dipendenti oscurate quando previsto.
Portoni, garage, aree comuni. È il contesto con più vincoli normativi: delibera assembleare, cartelli e conservazione breve delle immagini.
Impianti rapidi da montare e smontare per proteggere materiali e mezzi nei mesi di lavoro, con collegamento su rete mobile dove non c'è linea fissa.
Ingressi, reception e parcheggi, con attenzione particolare a ciò che non si può riprendere: camere, corridoi delle stanze e aree riservate.
Progettazione
La domanda da cui partiamo non è «quante telecamere vuoi», ma «che cosa deve permetterti di fare questo impianto». Riconoscere una persona, leggere una targa, ricostruire una dinamica e sorvegliare un perimetro sono quattro obiettivi che richiedono ottiche, posizioni e risoluzioni diverse.
Poi si decide quanti giorni di registrazione servono — che determina i dischi — e si verifica la rete: le telecamere IP passano dallo stesso cablaggio dei computer, quindi vanno messe su una rete separata per non esporre i server. Su impianti nuovi stendiamo il cablaggio strutturato insieme a quello dati: si fa un lavoro solo e costa meno.

Normativa
È la parte che genera più dubbi e più errori. Non è complicata, ma va fatta prima dell'installazione, non dopo la prima contestazione.
Devono trovarsi prima dell'area ripresa, essere leggibili e indicare il titolare del trattamento e le finalità. Il modello semplificato del Garante va benissimo.
Di norma 24-48 ore, prorogabili con motivazione documentata per attività particolari. La sovrascrittura automatica va impostata nel registratore, non lasciata al caso.
Niente riprese della pubblica via oltre lo stretto indispensabile, niente aree private altrui. Sui registratori si impostano maschere di privacy sulle zone da escludere.
Se l'impianto può riprendere i lavoratori serve l'accordo con le rappresentanze o l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro. È un adempimento del datore di lavoro: noi ti diciamo quando scatta.
Chi può vedere le immagini deve essere individuato per iscritto, e gli accessi al sistema vanno tracciati. Configuriamo utenti separati invece dell'unica password condivisa da tutti.
Precisazione onesta. Configuriamo l'impianto in modo che rispetti questi requisiti e ti forniamo la cartellonistica, ma non siamo consulenti legali: gli adempimenti verso Garante, Ispettorato e rappresentanze sindacali restano in capo al titolare del trattamento. Ti diciamo con chiarezza quali sono, così non ti trovi scoperto.
Domande frequenti
Il costo si misura per telecamera installata, e comprende telecamera, quota di registratore, cavo, posa e configurazione. Per un impianto professionale IP la forbice indicativa è di 250-450 € a punto ripresa, con il registratore e i dischi che incidono per altri 400-900 € a seconda di quanti giorni di registrazione servono. Un negozio con quattro telecamere sta indicativamente fra 1.500 e 2.500 €; un capannone con dodici punti e copertura del piazzale è un altro ordine di grandezza. Il sopralluogo è gratuito ed è l'unico modo serio per dare una cifra.
Meno di quante se ne installano di solito, se sono messe nei punti giusti. La regola che seguiamo è coprire prima i varchi — ogni porta e cancello da cui si entra o si esce — perché è lì che si riconoscono le persone. Poi i punti di valore: casse, magazzino, quadri, area di carico. Le riprese panoramiche del piazzale sono utili per capire la dinamica, ma da sole non identificano nessuno: sei telecamere ben posizionate valgono più di dodici messe a caso.
Un impianto va installato rispettando tre cose. L'informativa: i cartelli devono essere visibili prima di entrare nell'area ripresa. La conservazione limitata: le immagini si tengono per il tempo necessario, di norma pochi giorni — 24-48 ore, estendibili con motivazione — non per mesi. Il divieto di controllo a distanza dei lavoratori: se nell'area riprendi anche i dipendenti, serve l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, ai sensi dell'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Configuriamo la durata di conservazione e le zone oscurate, e ti diamo il fac-simile della cartellonistica; la parte sindacale resta un adempimento tuo, ma ti diciamo che cosa serve.
Sì, ed è la funzione che poi si usa tutti i giorni. Configuriamo l'app sullo smartphone con accesso cifrato: vedi il vivo, riavvolgi le registrazioni e ricevi le notifiche quando qualcosa si muove in un'area sensibile. Attenzione a come viene pubblicato l'accesso: gli impianti raggiungibili da internet con la password di fabbrica finiscono nei motori di ricerca delle telecamere aperte. Noi cambiamo sempre le credenziali e chiudiamo l'esposizione diretta.
Le analogiche moderne trasportano il segnale su cavo coassiale e costano meno; sono ancora ragionevoli quando si riusa un cablaggio esistente. Le IP viaggiano sulla rete dati, prendono corrente dallo stesso cavo (PoE), arrivano a risoluzioni molto più alte e permettono analisi intelligente: rilevamento di persone e veicoli, linee virtuali, conteggio degli accessi. Su un impianto nuovo consigliamo IP quasi sempre, anche perché si integra con la rete e con il NAS per l'archiviazione.
Sì, se scelte bene. La visione notturna a infrarossi dà immagini in bianco e nero fino a 30-50 metri secondo il modello; i sensori con illuminazione bianca danno il colore anche di notte, utile per riconoscere un'auto. Per l'esterno servono corpi almeno IP66, e in zona costiera come la nostra conta anche la resistenza alla salsedine: sulle installazioni verso il mare montiamo custodie adatte, altrimenti in due anni si corrodono i pressacavi.
Testimonianze
Dopo il tentativo di scasso le immagini erano leggibili e i carabinieri hanno potuto usarle. Con l'impianto che avevo prima si vedeva solo un'ombra che si muoveva.
Ci interessava soprattutto il piazzale di notte. Hanno fatto il sopralluogo, spostato due punti rispetto a dove pensavamo noi e ora si vede tutto il carico e scarico.
Impianto nelle parti comuni con la conservazione impostata nei termini e i cartelli corretti. Ci hanno spiegato che cosa si poteva riprendere e che cosa no, cosa che nessuno aveva mai fatto.
Continua da qui
Veniamo a vedere i luoghi, ascoltiamo che cosa ti preoccupa e ti proponiamo lo schema dei punti ripresa con il preventivo. Il sopralluogo è gratuito e senza impegno, anche solo per capire se l'impianto che hai può essere migliorato.
Preventivi · Assistenza · Contratti
Dicci di che tipo di attività si tratta, quanti ingressi e quanti metri quadri, se ci sono aree esterne da coprire e se hai già un impianto. Fissiamo un sopralluogo nei giorni successivi.